Molto spesso nel settore degli imballaggi si assiste ad una vera e propria demonizzazione degli imballaggi in plastica, frutto di una scarsa ed errata informazione e conoscenza su questo materiale che senza dubbio può essere una minaccia, ma ha anche indiscutibili vantaggi.
Cerchiamo in questo articolo di fare un po’ di chiarezza…
La plastica se dispersa e non correttamente smaltita diventa una minaccia per l’ambiente, in quanto essendo ricavata dal petrolio tramite complesse lavorazioni, non è biodegradabile o meglio, lo sarebbe ma in tempi molto molto lunghi (impiega dai 100 ai 1000 anni per biodegradarsi).
Per questo è di fondamentale importanza che i rifiuti in plastica vengano gestiti nel modo corretto, ma questo vale in generale per i rifiuti di qualsiasi natura (es. carta, metalli, ecc.).
Allo stesso tempo la plastica presente innumerevoli vantaggi, la plastica è:
Economica, ha sostituito in determinati campi i metalli, il vetro, la ceramica, il cartone, migliorando le prestazioni di molti prodotti;
Leggera e Resistente, essendo idrorepellente resiste alla corrosione, a muffe, batteri e funghi. Inoltre, è un ottimo isolante termico ed acustico.
Versatile, può prendere qualsiasi forma, colore e proprietà, viene perciò impiegata in moltissimi campi: alimentare, medicale, automotive, aeronautico, ecc.
A basso consumo energetico, richiede per la sua produzione un consumo di energia ed acqua notevolmente inferiore (20/40% in meno) rispetto alla produzione degli stessi prodotti in altro materiale, ad esempio in carta.
Riciclabile, al termine del suo ciclo di vita un prodotto in plastica se correttamente conferito e smaltito può dar vita ad altri oggetti e pertanto essere perfettamente allineato ai principi di sostenibilità ambientale.
Ad esempio, lo STRATOCELL uno dei materiali che trattiamo per lo più per il settore del packaging – leggero ed elastico con elevata resistenza agli urti, particolarmente idoneo per gli imballaggi di protezione a prova d’urto e per la realizzazione di casse e vassoi per la movimentazione interna – è costituito da Polietilene a Bassa Densità (LDPE) e quindi è 100% riciclabile e si può smaltire nel sacco della plastica nel normale circuito domestico della raccolta differenziata.
La riciclabilità di questo materiale è data dal fatto che la plastica è un materiale termoplastico, ossia se sottoposto a calore può essere rifuso e riutilizzato infinite volte.
Un’altra importante distinzione e precisazione va fatta sui concetti di Biodegradabile e Compostabile che spesso vengono utilizzati impropriamente. Lo Stratocell come detto, è un materiale 100% riciclabile ma non è né biodegradabile, né compostabile. Vediamo quali sono le caratteristiche che devono avere i materiali per rientrare in queste ultime due categorie.
MATERIALI BIODEGRADABILI: un materiale è definito biodegradabile se può essere scomposto da microorganismi naturali in modo rapido e sicuro per diventare acqua o gas, come ad esempio il metano. Quindi possiamo affermare che un materiale è biodegradabile se ha la capacità di scomposi in modo naturale per tornare a donare di nuovo vita al pianeta.
Secondo la normativa UNI EN 13432:2002 un prodotto è biodegradabile se si decompone per il 90% in 6 mesi.
MATERIALI COMPOSTABILI: un materiale è compostabile se, riciclato nel modo corretto, si trasforma in compost, ossia un fertilizzante naturale biologico che può essere utilizzato in agricoltura. È quindi necessario che si verifichi il compostaggio, un procedimento di riciclaggio “controllato” che consente di facilitare la scomposizione degli elementi naturali di un materiale.
Un prodotto è compostabile secondo la normativa UNI EN 13432:2002 se si decompone per il 90% entro 3 mesi.
Speriamo di aver fatto un po’ di chiarezza su dei concetti che sentiamo spesso nominare quando si parla di imballaggi, perché l’informazione è fondamentale per guidarvi in una scelta consapevole del packaging più idoneo alle vostre esigenze!